Non si dimentica, ma qualcosa di atono si installa in noi.
Roland Barthes
Negli altri o alterni modi della felicità
imposto le caviglie in una figura di danza
mentre aspetto il primo caffè
o noto che quell'unico spunto di basilico
è resistito alla frusta del sole
e lo annaffio chiedendogli se ha sete
e mi risponde sapete
in quei modi che ha la felicità di rendersi
polvere cosmica,
vite nel rosa dei conventizi
o se leggo la tua bella scrittura
che diventerà sempre più incisa
per l'effetto contrario del tempo
che non consuma
la grazia, il latticello della tua bellezza
di antica pianta da caucciù o resina densa di pino
che ha racchiuso un giorno, forte come una lacrima
di commozione
un sepalo di calma, una carezza nel cerchio del seno.
Pare un sogno infinito. Cosa resta da fare nel sogno infinito? un libro? due libri? tre libri? Forse
Prosa dell’autunno di Gerona.
I soldi che non avrò mai e che per esclusione
fanno di me un anacoreta, il personaggio che
all’improvviso impallidisce nel deserto
Studio del deserto, apri finestra:
Prosa dell’autunno di Gerona.
Lo schermo attraversato da squarci si apre ed il tuo
occhio č quello che si apre intorno allo squarcio. Tutti
i giorni lo studio del deserto si apre.
Prosa dell’autunno di Gerona
Quello che si apparta
può essere chiamato deserto, roccia con apparenza di uomo,
il pensatore tettonico.
Roberto Bolano