giovedì 22 ottobre 2026

ora ignoro come parlarti

ottobre
non mi basta il mio smezzato alfabeto di saluti
di cortesie per le foglie
capiresti il telaio delle zolle?
la coreografia dei gelsi, i girotondi del corbezzolo,
l'improvviso ritiro del pioppo
che si spoglia e si addormenta di colpo
come uno che fa un duro lavoro?
ti balbetto dei cardi, di aironi immobili come fischi
di legni per chiamarci,
di balli nei giorni dei santi,
della solitudine lunga come i viali
di chiese vuote e pulite, sale d'attesa
dove le vecchie pregano i figli da sole
con mani negre, erose, cortecce di noce,
a reggersi la fronte piena come pietra,
analfabeta
delle perdite è questa vita,
lettera per lettera mi dissuado di sillabarti
l'azzurrezza diagonale del fiume la sera,
ignoro come dissipare nell'acqua
la luce
dell'orizzonte, sfesa brevissima,
se non si stende con me
o non mi copre, nottetempo, i piedi nelle nebbie
se non mi rende ogni tanto
bambina miracolosa, d'argilla.

martedì 20 ottobre 2026


 Sophie Schull

venerdì 9 ottobre 2026

Come mi piacerebbe scriverti diversamente. Come mi piacerebbe essere uno che scrive in un altro modo. Le mie parole sono così pesanti. In fondo avrebbe potuto anche essere semplicissimo, no? Come quando si chiede: "Dimmi, piccino, dove ti fa male?" Allora chiuderei gli occhi e scriverei in fretta: volesse il cielo che due estranei vincessero l'estraneità. Il principio stesso dell'estraneità, carico di prescrizioni e conseguenze - il vertice del Cremlino, soddisfatto e sazio, che ci si è assestato nelle profondità dell'anima. Come vorrei pensare a noi come a due persone che si sono fatte un'iniezione di verita per dirla, finalmente, la verità. Sarei felice di poter dire a me stesso: "Con lei ho stillato verità". Sì, è questo quello che voglio. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch'io lo sarò per te, prometto. Un coltello affilato ma misericordioso - parola tua.

Che tu sia per me il coltello, David Grossman

giovedì 8 ottobre 2026

Ci sono mostri che sono bravi
Che vi si siedono addosso gli occhi chiusi di tenerezza
E sul vostro polso
Poggiano la loro zampa pelosa.

Una sera
Dove tutto sarà porpora nell’universo
Dove le rocce riprenderanno la loro traiettoria di folli

Si risveglieranno.

Eugene Guillevic, Mostri

martedì 6 ottobre 2026

Mio amore non credere che oggi

il pianeta percorra un’altra orbita,
è lo stesso viaggio tra le vecchie
stazioni scolorite,
vi è sempre un passero sfrullante
nelle aiuole
un pensiero tenace nella mente.
Il tempo gira sul quadrante, giunge
un segno di nebbia sopra il pino
il mondo pende dalla parte del freddo.
Qui le briciole a terra, la brace del camino,
le ali,
le mani basse e intente.
Bartolo Cattafi

sabato 3 ottobre 2026

 Io sono ciò che manca

dal mondo in cui vivo,

colui che tra tutti

non incontrerò mai.

Valerio Magrelli

E il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in più pezzi di quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno taciturno, anzi non avevo proprio mai pensato a tante cose, ed è cambiato tutto, la distanza che si è incuneata fra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe e le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa,

l'ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato.

Jonathan Safran Foer, da Molto forte, incredibilmente vicino