noi siamo tratti da una storia vera
lievito
martedì 19 maggio 2026
lunedì 18 maggio 2026
1) La sua schiena è piena di coltelli. Sulle lame sono incise delle scritte.
2) La notte dorme a faccia in giù nel suo perimetro di gesso.3) Ha dei problemi con i metal detector.
4) Alle feste di compleanno c’è sempre qualcuno che gli chiede educatamente scusi, mi passerebbe un coltello per tagliare la torta al cioccolato?
5) Preferisce stare con le spalle al muro, al ristorante si siede ai tavoli nell’angolo.
6) C’è un investigatore che lo chiama per fargli delle domande sulle scritte. E, anche: un biografo, una donna che vuole girare un documentario, il curatore di un museo, sua madre. Non riesco a leggerle, risponde, ce le ho sulla schiena.
7) A nessuno passa in mente che lui voglia togliersi i coltelli dalla schiena.
8) Quasi tutte le scritte sono illeggibili. Una, comunque, è scritta in francese.
9) Ogni Halloween si traveste da vittima di un brutale omicidio. Una volta ha provato a travestirsi da balena ma era un problema giustificare i coltelli.
10) Indossa sempre il solito vestito insanguinato.
11) Quando cammina fa il rumore di un albero con tutte le foglie morte ancora attaccate.
12) I suoi coltelli sono sicuri per i bambini, a patto che non ci salgano sopra.
13) Al parco vede la sua ombra. Sposta il corpo affinché i coltelli si allunghino sull’ombra degli altri. Inizia a farlo tutte le sere. Le ombre dei suoi coltelli sembrano tènere braccia spalancate.
14) Sulla sua schiena non c’è più posto.
15) Durante un viaggio a Parigi si innamora e ci resta qualche anno. Si esibisce per strada con i più famosi mimi.
16) I coltelli gli servono per rimanere tutto intero. Sono le scritte che lo uccidono lentamente.
17) È difficile abbracciarlo quando piange.
18) Morirà in tarda età e il dottore dirà, è chiaro, è stato pugnalato brutalmente e ripetutamente. Mi dispiace, dirà poi il dottore alla persona rimasta fuori, ma temo che non ce la farà.
domenica 17 maggio 2026
mercoledì 13 maggio 2026
«Un amore antico come un carro trainato da un mulo, ho pensato. Come una spiga falciata, come una ragazza che ricama alla finestra, come il formaggio sul pane col lesso di dieci giorni, come gli abiti rammendati dalla sarta, come un vestito bianco tinto di rosso, come un aborto fatto col coltellaccio da cucina, come due uova sbattute col vino quando sei raffreddato, come il brodo di pollo se hai la febbre, come il canovaccio per fermare il sangue, come il fonografo in cortile la domenica, come il ragazzo in gabardine sulla bicicletta, come la sua sigaretta pendula tra le labbra, il suo berretto abbassato sugli occhi, i suoi occhi appannati dal desiderio»
lunedì 4 maggio 2026
martedì 28 aprile 2026
Negli altri o alterni modi della felicità
imposto le caviglie in una figura di danza
mentre aspetto il primo caffè
o noto che quell'unico spunto di basilico
è resistito alla frusta del sole
e lo annaffio chiedendogli se ha sete
e mi risponde sapete
in quei modi che ha la felicità di rendersi
polvere cosmica,
vite nel rosa dei conventizi
o se leggo la tua bella scrittura
che diventerà sempre più incisa
per l'effetto contrario del tempo
che non consuma
la grazia, il latticello della tua bellezza
di antica pianta da caucciù o resina densa di pino
che ha racchiuso un giorno, forte come una lacrima
di commozione
un sepalo di calma, una carezza nel cerchio del seno.
