domenica 17 febbraio 2019

: sono sempre più cieco quando si tratta di persone
vedo solo vecchie finestre che precipitano
da pareti
in strade anguste
piene di altre persone.
sembro un resuscitato
svegliatosi su una grondaia.
mi sono raggrumato in me
come il sangue dopo una caduta,
dormo in un letto spaventoso e profondo
e non ci sono sogni e null'altro è sveglio.
mi piace nascondermi
e mi piace cercare
sono come un grande cane bianco
appena trovato.

Gabriele Dalis, Autoritratto

sabato 16 febbraio 2019

Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani
tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.
Sono stanco ora, la strada è lunga,
perdonami, ho scordato
quello che il Grande alto sul sole
e sul trono gemmato,
manda a te, meditante
(mi ha vinto la vertigine).
Vedi: io sono l’origine,
ma tu, tu sei la pianta.
Ho steso ora le ali, sono
nella casa modesta
immenso; quasi manca lo spazio
alla mia grande veste.
Pur non mai fosti tanto sola,
vedi: appena mi senti;
nel bosco io sono un mite vento,
ma tu, tu sei la pianta.
Gli angeli tutti sono presi
da un nuovo turbamento:
certo non fu mai così intenso
e vago il desiderio.
Forse qualcosa ora s’annunzia
che in sogno tu comprendi.
Salute a te, l’anima vede:
ora sei pronta e attendi.
Tu sei la grande, eccelsa porta,
verranno a aprirti presto.
Tu che il mio canto intendi sola:
in te si perde la mia parola
come nella foresta.
Sono venuto a compiere
la visione santa.
Dio mi guarda, mi abbacina…
Ma tu, tu sei la pianta.

Annunciazione, Le parole dell’Angelo, R. M. Rilke

venerdì 15 febbraio 2019

Marco Lupi

Lo dico in brutta copia, a voce bassa,
ché non è ancora venuto il momento:
il gioco del cielo irresponsabile
si attinge col sudore e l’esperienza.
E sotto il cielo dimentichiamo spesso
- sotto un purgatoriale cielo effimero -
che il felice deposito celeste
è una mobile casa della vita.

Osip Mandelstam

martedì 12 febbraio 2019

da qualche tempo, forse anni, i maschi di città sono profumati
le vecchie non invecchiano più, hanno raffinatezze costose addosso o nei gesti, le dita di filo spinato, l'anulare inanellato 
oppure sono dei precipitati umani nei supermercati con la pasta senza marca,
cautamente mettono un piede dopo l'altro a terra, lumache ritte, gobbe di confezioni pesanti
e lavatrici da scaricare
e pavimenti da lavare,
la fede nuziale conficcata nella carne, una scanalatura permanente,
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.
.
.

fino allo sterno.


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sabato 9 febbraio 2019

venerdì 8 febbraio 2019

(...) come si piegano i figli
per farne ___________aeroplani _______

 

Doris Emilia Bragantini, da Claustrofonia