domenica 31 maggio 2026

Quello che ho è soprattutto stanchezza, e quella inquietudine che è gemella della stanchezza quando questa non ha altra ragione di essere oltre al fatto di essere. Ho una intima paura dei gesti da abbozzare, una timidezza intellettuale delle parole da dire. Tutto mi sembra sordido in anticipo.

L'insopportabile tedio di tutti questi visi, ebeti di intelligenza o della mancanza di essa, grotteschi fino alla nausea da quanto sono felici o infelici, orrendi perché esistono, marea separata di cose vive che mi sono estranee.

Ferdinando Pessoa, Il libro dell'inquietudine

venerdì 29 maggio 2026

 (...) Cosa stiamo facendo? Se ce lo chiedono, rispondere così: Non discutiamo. Non traffichiamo. Non dormiamo, non ricordiamo, non mercanteggiamo. Non diciamo che fa male il cuore. Eccetera.

Venedikt Erofeev,

giovedì 28 maggio 2026


 Sirkka-Liisa Konttinen

martedì 26 maggio 2026

Stamattina mi sono svegliato con la pioggia

che batteva sui vetri. E ho capito
che da molto tempo ormai,
posto davanti a un bivio,
ho scelto la via peggiore. Oppure,
semplicemente, la più facile.
Rispetto a quella virtuosa. O alla più ardua.
Questi pensieri mi vengono
quando sono giorni che sto da solo.
Come adesso. Ore passate
in compagnia del fesso che non sono altro.
Ore e ore
che somigliano tanto a una stanza angusta.
Con appena una striscia di moquette su cui camminare.

Raymond Carver

domenica 24 maggio 2026

Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L'aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. Quanto volevo bene a quel maledetto cane.

David Foster Wallace

sabato 23 maggio 2026

E ricordate anche quella parola poco usata che è ormai quasi sparita dall’uso, sia in pubblico che in privato: tenerezza. Non potrà farvi male. E quell’altra parola: anima – o chiamatela spirito, se preferite, se vi rende più facile rivendicare quel territorio. Non scordatevi neanche quella. Fate attenzione allo spirito delle vostre parole, delle vostre azioni. È una preparazione sufficiente. Non c’è bisogno di altre parole.

Raymond Carver, da Il mestiere di scrivere

martedì 19 maggio 2026

noi siamo tratti da una storia vera

siamo stati portati dai ventri
e dai venti
ripariamo le case, ripariamo i tetti,
ci dolgono gli ossi, i cuori sbattono, indoviniamo il tempo
forse pioverà, dovremmo coprirci,
e scoprirci ancora tutti;
non ci chiediamo dei giorni
sono così pochi, dei poveri
che guardiamo di sbieco,
facciamo passare le ore
decliniamo sull'amore
distraniamo le parole.
solo
la notte fa i nostri passi e i nostri nascosti
pianti
un corpo a corpo
di bambini rotti.