sabato 28 marzo 2026

Nella mia natura stava in agguato, sempre, una forza che mi soffocava, stavano degli smarrimenti, delle assenze, sorgevano degli ottundimenti che mi annullavano.

Da un momento all'altro ero la miseria e l'idiozia medesima. E poi altre miserie, come luci negli occhi, mali di capo. Aggiungo una mutevolezza eterna. Io, insomma, ero a tanti strati, ora ragazzo serio e attivo, ora fanciullina piangente, ora animale strambo, ora adulto freddo ed esperto; e ora di questi strati, prevaleva l'uno ora l'altro. E poichè tutto ciò risvegliava echi infiniti (e uno spavento quasi perenne), non avevo mai pace. Allora, per salvarmi, non vi era nulla, salvo il guardare gli altri, la pietà degli altri.
Anna Maria Ortese, da Il porto di Toledo

venerdì 27 marzo 2026

Davvero gli affetti ci legano ai nostri pensieri

ma siamo sempre noi che scegliamo di rimanere legati
noi più fragili dei mutamenti
quante volte prima delle frasi abbiamo chiesto confini
un rimprovero che ci desse dei limiti.

Abbiamo chiamato nulla la distanza
che ci separa che ci tiene in salvo la vita
altre hanno chiamato amore quell’esserci toccati
senza ritrarci per aver affondato le mani
nella schiuma

Alcuni di noi riconoscono solo parenti-

*

Davvero il cuore è l’unico animale che ci ha fatto uguali e possibili alimenti
per altre vite che a noi è sempre piaciuto immaginare giganti

Davvero il cuore è l’unico animale che ci ha fatto uguali
alle stelle.

Paola Febbraro


martedì 24 marzo 2026

 


Ilse Bing

lunedì 23 marzo 2026

ecco il fiore del mio avvento notturno

sperpero di battiti nel deserto (...)

Pietro Polverini


oppure sei l'uomo appena nato
con le bolle sulla bocca
tenero cranio che non tocco
sei uscito da me?
lo direbbe il dolore di farti l'uomo
che ho patito
mimandoti affamato al centro del petto
o eri solo collerico?
sulla metamorfosi non ho dubbi
giorno dopo giorno mi sono fatta insetto
formica operaia che porta cento volte il suo peso
eri il re del favo?
ho vissuto del miele
che ho prodotto
del fiele che la pelle ha assorbito
e non sono diventata immune
ma immobile
a risucchiarmi tutto lo scotto
del furto notturno e diurno e del vuoto.

domenica 22 marzo 2026

siamo già alle prove generali

del silenzio
forse siamo pronti
a riconoscere
ad un nulla
il torto.
*
il prossimo giorno felice:
il chiodo che non fisso.

mercoledì 18 marzo 2026

E so molto bene che non ci sarai.

Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Julio Cortazar

domenica 15 marzo 2026

Nella sacca da viaggio che sta nella mia

camera da letto, di notte si sente un
raspare come se lì stesse seduto avvolto in
una tonaca il mio feroce servitore, la mia
ferma decisione di appartenere a me
stesso, il mio pensiero, che mi conosce -
quanto spesso è terribile il mio pensiero - e
io emergo dalle ore della notte come da
una tomba di granito; a nessuno auguro di
essere me, solo io sono in grado di sopportarmi, sapere tanto e aver visto tante cose e dire un tale nulla, un tale nulla.
Robert Walser, Microgrammi