lievito
giovedì 28 maggio 2026
martedì 26 maggio 2026
Stamattina mi sono svegliato con la pioggia
domenica 24 maggio 2026
Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L'aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. Quanto volevo bene a quel maledetto cane.
sabato 23 maggio 2026
E ricordate anche quella parola poco usata che è ormai quasi sparita dall’uso, sia in pubblico che in privato: tenerezza. Non potrà farvi male. E quell’altra parola: anima – o chiamatela spirito, se preferite, se vi rende più facile rivendicare quel territorio. Non scordatevi neanche quella. Fate attenzione allo spirito delle vostre parole, delle vostre azioni. È una preparazione sufficiente. Non c’è bisogno di altre parole.
martedì 19 maggio 2026
noi siamo tratti da una storia vera
lunedì 18 maggio 2026
1) La sua schiena è piena di coltelli. Sulle lame sono incise delle scritte.
2) La notte dorme a faccia in giù nel suo perimetro di gesso.3) Ha dei problemi con i metal detector.
4) Alle feste di compleanno c’è sempre qualcuno che gli chiede educatamente scusi, mi passerebbe un coltello per tagliare la torta al cioccolato?
5) Preferisce stare con le spalle al muro, al ristorante si siede ai tavoli nell’angolo.
6) C’è un investigatore che lo chiama per fargli delle domande sulle scritte. E, anche: un biografo, una donna che vuole girare un documentario, il curatore di un museo, sua madre. Non riesco a leggerle, risponde, ce le ho sulla schiena.
7) A nessuno passa in mente che lui voglia togliersi i coltelli dalla schiena.
8) Quasi tutte le scritte sono illeggibili. Una, comunque, è scritta in francese.
9) Ogni Halloween si traveste da vittima di un brutale omicidio. Una volta ha provato a travestirsi da balena ma era un problema giustificare i coltelli.
10) Indossa sempre il solito vestito insanguinato.
11) Quando cammina fa il rumore di un albero con tutte le foglie morte ancora attaccate.
12) I suoi coltelli sono sicuri per i bambini, a patto che non ci salgano sopra.
13) Al parco vede la sua ombra. Sposta il corpo affinché i coltelli si allunghino sull’ombra degli altri. Inizia a farlo tutte le sere. Le ombre dei suoi coltelli sembrano tènere braccia spalancate.
14) Sulla sua schiena non c’è più posto.
15) Durante un viaggio a Parigi si innamora e ci resta qualche anno. Si esibisce per strada con i più famosi mimi.
16) I coltelli gli servono per rimanere tutto intero. Sono le scritte che lo uccidono lentamente.
17) È difficile abbracciarlo quando piange.
18) Morirà in tarda età e il dottore dirà, è chiaro, è stato pugnalato brutalmente e ripetutamente. Mi dispiace, dirà poi il dottore alla persona rimasta fuori, ma temo che non ce la farà.

