sabato 19 giugno 2021

 mi svegliano i becchi

dei merli,
vedete, sono tutta briciole
e sono negli occhi le tavole imbandite.

giovedì 17 giugno 2021

Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole,

no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com'è strano, per me, scriverti di nuovo,
com'è bizzarro rivivere un addio)
Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio.
Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera
mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami,
proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine.
Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore.
Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire.
Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto;
so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza
della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza,
per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona.
Tutto quello che valichi e rimuovi
tutto quello che lambisci e poi nascondi,
tutto quello che è; stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo
di sera, di mattina, d'inverno, d'estate o a primavera
o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me.
Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo,
un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi,
sull'amicizia che hai voluto concedermi
e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti.
Arrivederci, o magari addio.
Librati, impossessati del cielo con le ali del silenzio
oppure conquista, con il vascello dell'oblio, il vasto mare della dimenticanza.

Josif Brodskij


mercoledì 16 giugno 2021

 


L'avventoShana e Robert Parkeharrison

lunedì 14 giugno 2021

 Signor, io so che ‘n me non son più viva (...)



sabato 12 giugno 2021

 Sempre, la numerosa tua bellezza.


Jorge Luis Borges

mercoledì 9 giugno 2021


 Nicola Samorì

lunedì 7 giugno 2021

altre vite non ci sono date per le vecchie care parole, né per sbagliare le pronunce e parlare di case,

ogni minuto è stato contato, il tavolo e il letto spostati, i balli con gli abiti da lavoro, macchiati di fango e di vino, il padre seduto nell'angolo a lasciarsi invitare in mezzo alle braccia, o scappare fuori fingendo di avere da fare, altri giorni non ci sono per gridare, lanciarsi dal punto più alto, il cuore un atomo di uranio, né per arrischiare il fosso, il buio dell'albero, il ticchiolino della paura, tremare per questo, di una spaventosa gioia, inventarci spettri
da infilare sotto i tetti; altre ore non passeranno con i fogli puliti in mano
né per profumarci l'un l'altro di gelsomini, per lisciarci le scapole, salutarci in mezzo alle strade, farci commossi e di passo in passo, disperare del vostro invito alle nozze, scambiarci gli sposi,
incedere piano per non essere erosi, come meteore estive,
altro cielo non c'è per discutere di stelle, buffi galilei, perdere le pupille
riempirci di grilli e di stelle le teste.