mercoledì 10 giugno 2026

 

Farò di voi, come di questo

mio cuore distrutto, il mondo

raro che appare sulla terra.

Ognuno fa casa lontana

negli specchi. E polvere

d'un giorno, se chi apre

una porta, ed è amore lontano

nei pensieri soli

che ci dividono. Io torno

sui tuoi corpi, sorrisi, albe;

io vedendo tutti

come una forma belle

e dolci di questa estate;

non liberi saremo più di un canto.

Non stella che di notte

ci sorprese. Filano leggeri

quei rumori che sostengono

la pace, e fanno di te

che venga un dolce sogno

accanto: l'erba si scuote già

sui tuoi passi. Di me non dici

nulla, se non che tacciono le ore.

*

Ma l'oasi che si fa leggera

tu la diresti quella polvere.

Ho nostalgia ora, non di più

amarvi, che avessi nuovo

legno, da buttarmi via.

Foste cosi riposanti,

albe, quasi mi raccolsero

più universi, quasi fosse

dapprima lo spirito superbo

di una parola, e non un bacio.

*

(...) Dove si fa chiaro

io sto diminuendo dentro.

*


Certo, una sera, impallidiremo

scoprendo quanta strada

piena d'aria circondava le luci

ed ogni volto rasserenava

ogni albero che piangeva.

Certo sotto una rugiada

luminosa, di poche

gocciole di pioggia,

tu toccherai fanciullo le foglie

mentre la strada muta e tu

alzato sull'onda del tempo

e tu questo lieve sorriso

della notte.


Gino Scartaghiande

martedì 9 giugno 2026


 Giorgio Orelli da Il collo dell'anitra

mercoledì 3 giugno 2026

Una poesia è un gesto verso casa.

Fa richieste oscure che dico mie.

Jericho Brown

domenica 31 maggio 2026

Quello che ho è soprattutto stanchezza, e quella inquietudine che è gemella della stanchezza quando questa non ha altra ragione di essere oltre al fatto di essere. Ho una intima paura dei gesti da abbozzare, una timidezza intellettuale delle parole da dire. Tutto mi sembra sordido in anticipo.

L'insopportabile tedio di tutti questi visi, ebeti di intelligenza o della mancanza di essa, grotteschi fino alla nausea da quanto sono felici o infelici, orrendi perché esistono, marea separata di cose vive che mi sono estranee.

Ferdinando Pessoa, Il libro dell'inquietudine

venerdì 29 maggio 2026

 (...) Cosa stiamo facendo? Se ce lo chiedono, rispondere così: Non discutiamo. Non traffichiamo. Non dormiamo, non ricordiamo, non mercanteggiamo. Non diciamo che fa male il cuore. Eccetera.

Venedikt Erofeev,

giovedì 28 maggio 2026


 Sirkka-Liisa Konttinen

martedì 26 maggio 2026

Stamattina mi sono svegliato con la pioggia

che batteva sui vetri. E ho capito
che da molto tempo ormai,
posto davanti a un bivio,
ho scelto la via peggiore. Oppure,
semplicemente, la più facile.
Rispetto a quella virtuosa. O alla più ardua.
Questi pensieri mi vengono
quando sono giorni che sto da solo.
Come adesso. Ore passate
in compagnia del fesso che non sono altro.
Ore e ore
che somigliano tanto a una stanza angusta.
Con appena una striscia di moquette su cui camminare.

Raymond Carver