lunedì 23 febbraio 2026

Cade la pioggia settembrina sulla casa.

Nella fievole luce, la vecchia nonna
siede in cucina con la bambina
presso la Piccola Mirabile Stufa,
e legge le storielle dell’almanacco,
ridendo e parlando per celare le lacrime.
Pensa che queste equinoziali lacrime
e la pioggia che batte sul tetto della casa
siano state predette, tutte, dall’almanacco,
ma solo comprensibili a una nonna.
La teiera di ferro canta sulla stufa.
La nonna affetta del pane e dice alla bambina:
"Adesso è l’ora del tè"; ma la bambina
guarda uscire dalla teiera le piccole dure lacrime
che danzano come pazze sulla nera rovente stufa,
come deve danzare la pioggia sulla casa.
Riordinando la cucina, la vecchia nonna
appende lo spiritoso almanacco
allo spago. Come un uccello, l’almanacco
si libra semiaperto sulla bambina,
si libra sulla vecchia nonna
e la sua tazza di tè piena di scure lacrime.
Ella rabbrividisce e dice che la casa
le sembra fredda, e aggiunge legna alla stufa.
Doveva essere, dice la Mirabile Stufa.
So quello che so, dice l’almanacco.
Coi pastelli la bambina fa una rigida casa
e un sentiero a zig-zag. Poi la bambina
ci mette un uomo con bottoni come lacrime
e mostra orgogliosa il disegno alla nonna.
Ma in segreto, mentre la nonna
si muove affaccendata intorno alla stufa,
piccole lune cadono come lacrime
di tra le pagine dell’almanacco
giù nell’aiola che la bambina
con cura ha messo davanti alla casa.
Tempo di piantare lacrime, dice l’almanacco.
La nonna canta alla Mirabile Stufa,
e la bambina traccia un’altra imperscrutabile casa.

Elizabeth Bishop

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