aestella,
ad ogni chiodo si aggrappa la casa
in strada si radunano le madri,la loro selva scossa di mani
è rete
vulnerabile e rada,
cadranno come bicchierini per rosoli
i sogni che ho stondato nei fiumi.
non arriveranno le dita alla guancia bagnata
a ristorare la tenera rabbia
a riaddensare le braccia
che hanno sostenuto la stanza
la sostanza di noi è sparsa
chiede requia,
ma la paratìa dell'abbandono è alzata
da una matita poco usata
o dalla foto strappata
perso è il bottone che chiudeva la gola
il biglietto per te
è polvere nell'angolo della tasca.
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