domenica 8 febbraio 2026

aestella, 

ad ogni chiodo si aggrappa la casa

in strada si radunano le madri,

la loro selva scossa di mani

è rete

vulnerabile e rada,

cadranno come bicchierini per rosoli

i sogni che ho stondato nei fiumi.

non arriveranno le dita alla guancia bagnata

a ristorare la tenera rabbia

a riaddensare le braccia

che hanno sostenuto la stanza

la sostanza di noi è sparsa

chiede requia,

ma la paratìa dell'abbandono è alzata

da una matita poco usata

o dalla foto strappata

perso è il bottone che chiudeva la gola

il biglietto per te

è polvere nell'angolo della tasca.

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