un tempo di frastuoni generali
e siamo foglie ubriache
nel vortice di pagine
che gira solo il vento
se tempo è questo di contorte trame
e di questioni grandi come il mare
che mastichiamo al fumo d’una broda
stretti nella cucina quando è sera
e non ora che andiamo
per le diverse strade degli affanni
voi col sorriso giovane fra i denti
e noi con l’aria fredda dentro gli occhi
Voi mi vivrete quando
mi perderò nell’hangar delle stelle
e nel silenzio adulto d’una stanza
vi porgerò due strisce d’aquilone
con qualche verso
cupo o innamorato
che scrissi con la luna nelle vene”.
Nicola Romano da D'un continuo trambusto
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