Tu che ti nascondi dentro tutti i nomi.
Se tu fossi.
Se tu fossi una madre. Lui non scantonerebbe
cercandoti. Rovistando dentro particelle
atomi e formule non si sbatterebbe
su tavolacci a tagliare il cadavere più solo
lui non calpesterebbe le belle forme del mondo
se tu apparissi. Se tu consolassi
come la cagna in leccate il suo nato dolorante.
Se tu. Se tu partorissi. Se tu
con un latte semplice e una tazza
appari. Se tu. Per la sua voglia
d'essere immenso e senza morte se tu
per questo suo pestare
e fare male. Se tu appari
lui non dà da mangiare veleno
non raschia fino all'erosione
non inficca la mano nella costellazione
e l'atomo spaccato lo ricompone
se vuoi. Se glielo chiedi se appari. Se guidi
in chiarità. Se tieni. Se ripari. Se stringi
al petto. Se vieni a lui.
Se tu fossi.
Se tu fossi una madre. Lui non scantonerebbe
cercandoti. Rovistando dentro particelle
atomi e formule non si sbatterebbe
su tavolacci a tagliare il cadavere più solo
lui non calpesterebbe le belle forme del mondo
se tu apparissi. Se tu consolassi
come la cagna in leccate il suo nato dolorante.
Se tu. Se tu partorissi. Se tu
con un latte semplice e una tazza
appari. Se tu. Per la sua voglia
d'essere immenso e senza morte se tu
per questo suo pestare
e fare male. Se tu appari
lui non dà da mangiare veleno
non raschia fino all'erosione
non inficca la mano nella costellazione
e l'atomo spaccato lo ricompone
se vuoi. Se glielo chiedi se appari. Se guidi
in chiarità. Se tieni. Se ripari. Se stringi
al petto. Se vieni a lui.
"Contano infiniti cadaveri. Sono
l'ultima specie umana". Sporgenti
su una rovina che plana a colpi
d'ala nera, a becco, a unghiate.
l'ultima specie umana". Sporgenti
su una rovina che plana a colpi
d'ala nera, a becco, a unghiate.
Le ore sono alla fine. La terra
respira poco. Fa fatica.
Sale un'indifferenza di ferite
un dondolare senza meta. Se tu
che cavalchi gli abissi, tu
che puoi ciò che ti piace
appari ora
e piloti la terra in fiorite
loro pietrificate menti
loro indurite porte eccole aperte!
respira poco. Fa fatica.
Sale un'indifferenza di ferite
un dondolare senza meta. Se tu
che cavalchi gli abissi, tu
che puoi ciò che ti piace
appari ora
e piloti la terra in fiorite
loro pietrificate menti
loro indurite porte eccole aperte!
Tu che detti architetture sontuose
agli insetti e insegni ai becchi il cerchio dei nidi
e tane assai ingegnose e manovre
di piume e colori perché il seme si attacchi
tu mano nascosta e che nascondi.
agli insetti e insegni ai becchi il cerchio dei nidi
e tane assai ingegnose e manovre
di piume e colori perché il seme si attacchi
tu mano nascosta e che nascondi.
Hai sponde troppo alte per i suoi arti
manovre misteriose, gittate troppo lunghe.
manovre misteriose, gittate troppo lunghe.
Adesso guarda. Ascolta la sua voce
questo suono suo sillabante
i suoi verbi. Le sue vocali non sono
altro che la tua furia respirante
le sue consonanti tu le hai strappate fuori
da una gola di bestia mutante.
questo suono suo sillabante
i suoi verbi. Le sue vocali non sono
altro che la tua furia respirante
le sue consonanti tu le hai strappate fuori
da una gola di bestia mutante.
Vedi non sa. Non sa più niente ora.
È qui balbettante. È nudo. Incerto.
Ha solo la parola per chiamarti. Vieni.
Vuole perdonarti. Dell'imperfetto con cui lo hai fatto.
Vieni. Non avere paura di lui. Ti perdona. Sì ti perdona.
È qui balbettante. È nudo. Incerto.
Ha solo la parola per chiamarti. Vieni.
Vuole perdonarti. Dell'imperfetto con cui lo hai fatto.
Vieni. Non avere paura di lui. Ti perdona. Sì ti perdona.
Mariangela Gualtieri, Preghiera dell'alato
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