Sita madre,
tasi
che tutte le ossa scricchiolando parlano
sento le cento ossa sbattono sulle scale
i calcagni, i zenoci stanno scrocchiando
così tu arrivi zitta
sita madre,
tasi, tasi
spetarte (quel lento di te)
la to parte, il mondo vacuo a me, a me.
Sita.
Mi hanno rovesciata come un guanto
(i o speté dedrio le tende)
ma un ardore infallibile ha scostato immagini
e mostresse.
Facendo si che poi tutto possibile, un vento interno,
l’incantamento, il movimento
delle braccia, tese, le ale, le ale, muovesse me
ma attorno come se morisse ma svergolo e no che moro
no che moro
ti tasi,
tazza di porcellana da non rompere in bilico sulle punte
toco de vero, e biceri flute sciampagne, bacane da i
basini ai alpini
il tutto in un contesto rifinito e savuar fer.
Arrivo io scomposta e sanfasona spaco davanti alla paura
tutta la cristalleria davanti alla paura non mi ricordo
quale la paura e sa o spacà, mi, veramente?
tasi
che tutte le ossa scricchiolando parlano
sento le cento ossa sbattono sulle scale
i calcagni, i zenoci stanno scrocchiando
così tu arrivi zitta
sita madre,
tasi, tasi
spetarte (quel lento di te)
la to parte, il mondo vacuo a me, a me.
Sita.
Mi hanno rovesciata come un guanto
(i o speté dedrio le tende)
ma un ardore infallibile ha scostato immagini
e mostresse.
Facendo si che poi tutto possibile, un vento interno,
l’incantamento, il movimento
delle braccia, tese, le ale, le ale, muovesse me
ma attorno come se morisse ma svergolo e no che moro
no che moro
ti tasi,
tazza di porcellana da non rompere in bilico sulle punte
toco de vero, e biceri flute sciampagne, bacane da i
basini ai alpini
il tutto in un contesto rifinito e savuar fer.
Arrivo io scomposta e sanfasona spaco davanti alla paura
tutta la cristalleria davanti alla paura non mi ricordo
quale la paura e sa o spacà, mi, veramente?
Silvia Maria Molesini
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