lunedì 25 dicembre 2017

Fratello,
vengo verso di te, verso il tuo pensiero, perché qui mi sento uno. Vengo verso di te con una lacuna.
Come te io vorrei ritirarmi ma ho il dovere del mio lavoro. Sono muratore e giro da un cantiere all'altro. E ho appreso qualcosa al di fuori del mio mestiere? Posso, io,soddisfare semplicemente la verità che non sia quella di costruire muri? Dove porta quello che faccio?
La tua saggezza non è la mia, ma hanno qualcosa in comune e di duraturo: congiungono uomini ed epoche. Non dubito che le nostre voci si assomiglino anche se si raggiungono nonostante le tue parole difficili.
Io non ti chiedo che un dialogo. O meglio: una corrispondenza. Non ti cerco nella tua oscurità ma nel dono che tu hai ricevuto di chiarire un poco ciò che siamo.
Scriverti può accomunarci alla verità.
Ti saluto. 

Thierry Metz

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