mercoledì 4 ottobre 2017

ma, salirai le mie scale?
ti dirò: non ti farà male.

non
ti
farà
male.

*

sapessi cosa vedo, che non vedo.

*

il bancario spiega che ha la macchina che si guida da sola,
ha un dito pulito,
una camicia di cotone spesso
e d'improvviso chiude ogni finestrino, poi li riapre un poco,
poi toglie la voce del navigatore
continua a giocare
m'incanto a guardare una concava planimetria
in cui non esistono che linee colorate, bianche, poi rosse e verdi
e azzurrissime
e dice qualcosa ogni tanto
che non c'entra con la meccanica
luminosa
qualcosa contro chi porta la felpa
e prima che posso mi siedo dietro
come su un taxi
e piango piango così silenziosamente
così plana
che potrei insegnarti

*

se non arrivassi, se corressi troppo, se dicessero di me
le è come crepato
il cuore?
inciamperò sulle castagne matte?
di tutto, s. si preoccupava che il padre non morisse 
per cose che restavano nella pancia.

*

nam pulcherrima et dulcissima tuus es 
nell'ascensore
con quella voce
che ha picchi, pennini, spini, rovi, vocali orticarie, 
ma tu sciupi sciupi sciupi e limi, raspi, stondi: 
è notte.

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