mercoledì 4 ottobre 2017

stesa sul rettangolo di sole sul pavimento,
la sua testa è una torcia o un falò
se la guardo a lungo
d'istinto metterei le mani
a scaldarmi
perché sento freddo, sento la foresta granda
che di giorno in giorno mi fagocita,
fungo, muschio, liana, barbichetta,
scaglia che semplicemente un piede scaglia.

*

è nel luogo dei ricordi che si dimentica,
oh la stupidità che viene a galla
oh non sfinirmi di esistenza
calcolare le foglie, annusarle ora, ora,
ho solo questo autunno per me sola, per ogni senso stappato di botto
con svenimento
sulla soglia
da pronto soccorso
invece mi alzo e sorrido e rispondo in ritardo:
nove minuti per la stazioncina
undici per la porta automatica.




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