lunedì 30 ottobre 2017

(...) timidezza che nega persino i vezzeggiamenti   a.m.r


le donne con molte vocali

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giardino di tre rose più sassi bianchi e semenze di pianto

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mettetemi la foto dove rido
mettetemi al suo fianco

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pro/grammazioni

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nessuno può superarsi
al limite girarsi e per un istante vedersi, abbassando gli occhi

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le scritte post fasciste, l'omino ladro ancora con la benda annodata dietro la testa, sic,
la potenza del simbolo elementare, la decodificazione della gente che cambia continuamente


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ti vedo stendere i panni, dice, e ancora non afferro la gittata dei suoi occhi arrossati che deve asciugare continuamente,
e ho l'occhio sinistro operato, ricentrato, che vede poco ma ricordo come un telescopio il lucido di un corridoio color caramello mai visto in nessun pavimento né prima né dopo,
forse si ricorda di avermi visto, forse, come quella volta che a muso duro mi diede un ordine che non era nel suo uso, perentorio ecc. ecc.

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sento la paura anche dall'altra parte della terra, non è un potere, è una feritoia, un'asola senza bottone

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tutta questa con/fusione



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