"osserva bene la perdita"
op.cit.
la cosa che più mi dà da pensare è che scegliamo quasi sempre come morire,
senza saperlo, certo, senza neanche diventare i morti veri, dico, ma andando sempre
nelle direzioni di istinti ed istinti, che talvolta inquadriamo, comprendiamo, ma piccoli cambiamenti
dopo i ripensamenti non serviranno, nella maggior parte dei casi, al nostro profondo di portarci
dove vuole, specie contro i nostri desideri, i nostri sogni, le congetture di felicità, ma non so dire se questo si possa chiamare destino. O se definirlo così ci liberi la coscienza. O quella degli altri, di quelli che abbiamo amato senza che ci amassero, di quelli in cui abbiamo creduto senza che avessimo alcuna credenziale presso di loro, se non di convenienza, quelli a cui abbiamo voluto bene e che non ne hanno sentito che un breve calorino, di quelli con i quali speravamo di dividere qualcosa di importante e che pian piano si allontano, lasciandoti con quella cosa importante tutta sulle tue spalle e, ora, senza sapere che farne.
*
un altro cambiamento, senza che cambi, un'altra partenza senza realmente andarmene?
*
ti ho indicato la metà del cielo opposta al temporale, dove stava una luna a milioni di volt, quasi accecante.
*
poi ti ho dato mezza zucca, mezza carrozza per andare al ballo, metà topolini, metà vestito di gala, l'altra metà ero io, che sono venuta via con te da clandestino.
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