giovedì 31 agosto 2017

il padre parlava moltissimo e con un lessico forbito e questo dava subito la direzione che avrebbe preso la serata a tavolta, ovvero nessun discorso buttato lì tipo oggi in piazza ho sentito che cambieranno le panchine o che il pane di oggi era diventato cattivo e forse era per via dell'umidità, no, quella grammatica precisa nel parlare significava che egli era su una balconata e che partiva a discorrere come un sindaco e via via un prefetto, il capo di gabinetto, il governatore, il re. In quanto regnante, non era permesso interromperlo e a farlo si sarebbe aizzato ancora di più il grumo che doveva sputare fuori, schizzando discorsi taglienti a destra e manca, rendendolo sanguinario.
Così i figli miti per convenienza, all'inizio, finirono per imparare la mitezza scudo che impediva loro anche di poter odiare qualcuno, persino il padre.

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per me non verranno mai i giorni in cui mia madre cantava arie d'operetta in cucina, la sentivo mentre giocavo e poi, più avanti negli anni, mentre studiavo, ed era l'ordine pieno di grazia del creato, quel momento che direi fosse azzurrino, sì, come le mattine serene di inizio inverno.

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presentimento che quando ti vedrò e ti abbraccerò abbandonando su di te tutto il mio peso, un mezzo svenimento, piangerò come se avessi appena corso il pericolo di morire o lo avessi corso tu.

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il bambino della carrozzina pedala e pedala una sua minuscola bici nell'aria, fa chilometri di cielo.

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una mamma prende il figlio di pochi mesi con un braccio solo con il quale lo assicura al suo sterno: lo scudo della bellezza è fatto di questo, proteggersi e proteggere nello stesso modo.

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non ci vuole così tanto coraggio, è che il momento prima è cieco, la porta è ancora chiusa.


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a volte penso che sto solo cercando il mio posto nella vita o in questo mondo, sia esso ampio come un oceano o angusto e anchilosante.

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sarebbe bello avere colui che ti parla da grande saggio, imparare per metafore di pesci, di acque, di ponti e di case.

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