Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L'aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. Quanto volevo bene a quel maledetto cane.
David Foster Wallace
Sembra la storia della mia vita ( a parte quella sontuosa dignità, si intenda ), ebbene si. E sembra pure il benedetto Carver
RispondiEliminahttps://youtu.be/vJ6EGsZdxpE?is=RhZpL0xNYAxM2Ys6
mi sa che siamo in tanti e non è affatto consolatorio
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