Volevo tanto essere amato, che mi sembra di amare.
Jacques Rigaut,
Qui dove sto ora, sospesa su questo piccolo giardino, in bilico tra l’azzurro e i petali delle rose, tocco quel quinto lato che, come dici tu, sapientemente non è chiuso da misura e
Non siamo noi che ci siamo convocati, siamo venuti, e in quell’istante si era già stati resi responsabili. Siamo diventati resistenti, più niente può farci cedere, non siamo più attaccati alla vita, ma non la diamo via a un prezzo scontato, avrei voluto dire, ma non l’avevo detto. Delle volte, tutti, alziamo la testa credendo di dover dire la verità, o la verità apparente, e la ritiriamo giù, tra le spalle. Ecco tutto.
ora ignoro come parlarti
ottobreCome mi piacerebbe scriverti diversamente. Come mi piacerebbe essere uno che scrive in un altro modo. Le mie parole sono così pesanti. In fondo avrebbe potuto anche essere semplicissimo, no? Come quando si chiede: "Dimmi, piccino, dove ti fa male?" Allora chiuderei gli occhi e scriverei in fretta: volesse il cielo che due estranei vincessero l'estraneità. Il principio stesso dell'estraneità, carico di prescrizioni e conseguenze - il vertice del Cremlino, soddisfatto e sazio, che ci si è assestato nelle profondità dell'anima. Come vorrei pensare a noi come a due persone che si sono fatte un'iniezione di verita per dirla, finalmente, la verità. Sarei felice di poter dire a me stesso: "Con lei ho stillato verità". Sì, è questo quello che voglio. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch'io lo sarò per te, prometto. Un coltello affilato ma misericordioso - parola tua.
Che tu sia per me il coltello, David Grossman