oh caro gattone in ferro battuto
che meraviglia i tuoi occhi buoni e furbaioli
destrezze di fabbri davanti alle case
melogranini lasciati sui rami
a seccare
e rubiconde leccornie per merli;
non c'è alternativa
per molti di noi,
dobbiamo restare a guardarti
circumnavigarci ascoltando l'eco dei matti
le sagome con berretti
sibilare come razzi di vecchia guerra
di montagna
notturna,
non si fa in tempo a scansarci
tanto meno a inventarci qualcosa di nuovo
a crescere in altezza, a gonfiarci di sogni
c'è la via da attraversare
c'è il giardino che supplisce le noie
c'è l'aula di scuola da impartire
c'è l'odore dei malati sulle scale
e la tua fucina continua a piegare i ferri
a far della vita un vapore di ore
insorprendente, evanescente
sulla nostra tempra molle
per sempre.
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