mercoledì 22 marzo 2017

Della poesia dirò ora che essa è, credo, il sacrificio in cui le parole sono vittime. Le parole, le utilizziamo, ne facciamo gli strumenti di atti utili. Non avremmo nulla di umano se il linguaggio in noi dovesse essere interamente servile. Non possiamo neppure fare a meno dei rapporti efficaci che le parole introducono tra gli uomini e le cose. Ma le strappiamo a questi rapporti in un delirio.

*

Sono aperto, breccia spalancata, all’inintellegibile cielo e tutto in me precipita, si accorda in un disaccordo ultimo, rottura di ogni possibile, bacio violento, ratto perdita nella completa assenza del possibile, nella notte opaca e morta, eppure luce non meno inconoscibile, accecante nel profondo del cuore.



Georges Bataille, L'esperienza interiore

Nessun commento:

Posta un commento