venerdì 16 gennaio 2026

fare caso alla bocca quando

tocca cibo, allungarvi le dita
e restare in ascolto. Mica come
quella retta parallela che tagliava
il buono dal marcio senza il sentimento
che si deve in queste cose

*

il perché delle lacrime, diceva
lo sai? lo sai come distende le ali
l’autunno al primo dispiegarsi
dell’inverno?
Un punto d’ascolto prossimo
alle nevi, lo aveva visto sciogliersi
dal ghiaccio che covava dentro
un primo amen e basta, tu per te
sei la linea fratta di demarcazione
visiva, i polsi dentro l’acqua
convìnciti che è vero.


Elio Tavilla, La disfatta

Sempre è triste la solitudine

ma tanto più in un circo
fra belle donne bionde,
scimmie ammaestrate
noccioline e risa di bambini.


Sempre è triste la solitudine,
ma tanto più in un’isola di tartarughe
fra belle nefertiti in topless,
sarcofaghi di anziani ammaestrati
da tate ucraine in fuga dalle rovine.


Sergio Atzeni  da Due colori esistono al mondo. Il verde è il secondo.

N. mi affascina. Da molto tempo N.  scrive solo per i cani. Solo essi sanno di dove passare sotto al recinto di parole per entrare dentro al cuore del giardino. N. è la dea di un solo luogo. Occupare sé, ecco l’ideale di N. Occuparsi assolutamente. 


Sentivo di notte le loro voci: urlavano tradendo sconosciuti. Urlavano tradendo amici. Morivano tradendo i propri cari. Potente è il dolore. Più potente del giudizio. Sentivo il rumore delle ceneri che qualcuno spargeva urlando di dolore. 


Wojciech Bonowicz., da Mare Aperto

mercoledì 14 gennaio 2026

E la vostra ironia? Oh, come io la capisco bene!

Il pensiero vivo, libero, ardito è indagatore e imperioso; per la mente pigra, oziosa è insopportabile. Perché non turbasse la vostra quiete, voi, come migliaia di vostri coetanei, vi affrettaste fin da giovane a chiuderlo in una cornice; vi siete armato di un atteggiamento ironico verso la vita, o chiamatelo come volete, e il vostro pensiero, frenato, spaurito, non osa saltare al disopra della palizzata che gli avete posto davanti, e quando dileggiate le idee, che pretendete vi sian tutte note, somigliate al disertore che fugge ignominiosamente dal campo di battaglia, ma, per soffocare la sua vergogna, ride della guerra e del coraggio.
Il cinismo soffoca il dolore. In un racconto di Dostoevskij un vecchio calpesta il ritratto della figlia diletta perché ha torto verso di lei, e voi in modo laido e volgaruccio sogghignate sulle idee del bene e del vero, perché non avete più la forza di tornare ad esse.
Ogni allusione sincera e veritiera alla vostra caduta vi fa paura e voi a bella posta vi circondate di gente che sa soltanto lusingare le vostre debolezze. E non per nulla, non per nulla temete tanto le lacrime!
Anton Čechov, Racconto di uno sconosciuto

martedì 13 gennaio 2026

   Poiché perdo il mio tempo, non rispondo,

mangio e dormo così e leggo e faccio musica
poiché così non sono, non questo, poiché
vivo così
E cammino con questi calzini e scarpe terrose
sull’erba imputridita e tra i vigneti,
poiché vivo così, rinuncio a tutto, anche a una blanda
speranza che possa essere diverso, che un aeroplano
non voli, un viso mi venga incontro,
non di nuovo, ma infine, mi raffiguro questo.
E non mi muovo, bevo il tè e dormo
male. Ma mi raffiguro, strozzata dalle banalità,
mi raffiguro una vita, piena di fiori rossi,
non è modestia questa, è spegnersi,
un patto con la gioia che uggiosamente mi sale in faccia,
il complice della banalità e del passar del tempo, e
il selvaggio.

Ingeborg Bachmann, Non conosco mondo migliore

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

Cesare Pavese, La luna e i falò

lunedì 12 gennaio 2026

si ama così piano
che passa inosservato.




che peccato non essere sposa ad un vecchio

pieno di ricordi 

i suoi, i miei

quelli di altri ancora più desiderabili, più veri dei nostri:

le paure di Franz

le perdizioni di Bolano,

passare i brevissimi giorni

ad allungare le vite

l'un l'altro.